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Le Terme di Castrocaro, nuovo polo multispecialistico d’avanguardia

Le Terme di Castrocaro diventano un nuovo polo specialistico e ampliano la propria proposta di salute, portando avanti un nuovo modello di sanità.

Un modello di sanità, quello delle Terme di Castrocaro, che sposa una visione innovativa e globale, con approcci olistici il cui perno è l’ormai imprescindibile concetto di prevenzione e di diagnosi precoce. Da qui, la realizzazione di nuovi spazi ambulatoriali al fine di garantire ai pazienti non solo una maggiore disponibilità di personale medico specializzato, ma anche strumenti e tecnologie diagnostiche di ultima generazione.

All’interno della struttura, perciò, è stato aperto un nuovo reparto di Diagnostica per immagini dove gli utenti potranno usufruire, ad esempio, della tomografia computerizzata; risonanza magnetica whole body per tutti i distretti corporei; diagnosi precoce di formazioni neoplastiche; MOC per lo studio del metabolismo osseo e muscolare; e, infine, valutazioni delle fratture atipiche. Ma non solo. Il progetto mette a disposizione delle pazienti anche un Densitometro e un Mammografo di ultima generazione al fine di prevenire le patologie femminili.

A completare la proposta sanitaria del poliambulatorio, anche servizi di check up e screening di prevenzione personalizzati, percorsi di riabilitazione fisioterapica, terapie termali inalatorie e fanghi curativi, nonché specifici percorsi integrati di diagnosi e cura degli effetti a lungo termine del Covid-19, attraverso accurate procedure diagnostiche chiamate ad approfondire le funzioni respiratorie dei polmoni, quelle neuro­cognitive e la risposta globale dell’organismo.
Morale: il Polo specialistico delle Terme di Castrocaro si trasforma così in un punto di riferimento per l’intero territorio forlivese.

29 Luglio 2021
Montecatini Terme taglia il traguardo ed è Patrimonio Unesco

Montecatini Terme entra a far parte del Patrimonio dell’Umanità Unesco come esempio di sistema termale italiano unico, da tutelare e valorizzare.

Il riconoscimento di Montecatini Terme a Patrimonio Unesco rappresenta il punto d’arrivo di un impegnativo percorso compiuto dal Ministero della Cultura e dal Comune. Ma non solo. L’augurio è che questa importante nomina porti preso a una decisiva ripresa economica e occupazionale.

“L’iscrizione di Montecatini tra i siti dell’Unesco – ha dichiarato il ministro degli esteri Luigi Di Maio – testimonia la straordinaria ricchezza del patrimonio culturale italiano”. “È una notizia – ha aggiunto il sottosegretario al Ministero del Lavoro Tiziana Nisini – che rende tutti i toscani orgogliosi di poter vantare un così prezioso gioiello culturale inserito nel circuito delle grandi Terme d’Europa. La speranza è che questo riconoscimento possa contribuire in modo concreto a sostenere il settore termale colpito dalla pandemia”. Si tratta di un percorso iniziato oltre dieci anni fa e che ha dovuto vincere anche scetticismo e diffidenza. “È un sogno che diventa realtà – ha esclamato il consigliere di minoranza Edoardo Fanucci – Nel 2009, con una lettera inviata alle famiglie, definivo al primo punto, la mia priorità tra tutte le priorità: le Terme nell’Unesco. Un risultato che sembrava impossibile. È la nostra comunità a vincere. Non un partito. Non uno schieramento. Ma una città”.

26 Luglio 2021
Termalismo, De Poli (Uds) sprona il Governo: “Istituire lo stato di crisi”

Il senatore dell’UDS Antonio De Poli sprona il Governo: “Serve un fondo ad hoc. Il tessuto socioeconomico ha urgente bisogno di riprendere fiato”.

“La vera sfida nelle politiche di sostegno al turismo e al comparto termale è abbandonare la logica del breve periodo e strutturare misure di intervento in un’ottica di lunga durata. Il turismo sarà l’ultimo settore a riprendersi. Noi siamo pronti a fare la nostra parte con contributi e proposte, come quella dell’istituzione dello stato di crisi per le terme”. Con queste parole, che a loro volta riprendono un appello lanciato dal Presidente di Federalberghi Terme Emanuele Boaretto, il senatore dell’UDS Antonio De Poli sprona il Governo.

Secondo De Poli, è necessario istituire “un Fondo ad hoc per garantire continuità alle aziende del settore turistico e assicurare il fabbisogno di liquidità; dichiarare lo stato di crisi del turismo e del comparto termale; coprire i costi fissi di hotel alberghi e altre strutture ricettive (ad esempio eliminando la seconda rata Imu) ed estendere a tutto il 2022 la decontribuzione per chi assume. Dobbiamo proteggere i posti di lavoro. Il turismo vale il 13% del Pil nazionale. Il credito di imposta dell’80% per gli interventi finalizzati alla digitalizzazione, sostenibilità ambientale e riqualificazione ed efficientamento energetico degli hotel è un primo passo. Al Governo chiediamo di fare presto perché il tessuto socioeconomico ha bisogno urgente di riprendere fiato”.

22 Luglio 2021
Il Grand Hotel di Acqui Terme resta chiuso, e per le cure stop a ottobre

Effetto Covid? Il Grand Hotel di Acqui Terme non riapre e la stagione finirà a ottobre: un altro scossone alla già precaria situazione del turismo cittadino.

Cattive notizie per il termalismo acquese. Da tempo, in città, il settore non vive momenti felici, per le problematiche legate alla pandemia e per le frizioni fra il Comune e la Finsystems srl, società genovese della famiglia Pater che nel 2016 si è aggiudicata, grazie ad un diritto di prelazione, il controllo degli asset termali cittadini. È delle ultime ore, infatti, la notizia che il Grand Hotel Nuove Terme, principale stabilimento termale cittadino, la cui riapertura era prevista per il 2 settembre, resterà chiuso, mentre la chiusura delle attività di cura sarà anticipata al 30 ottobre. Le motivazioni di questa notizia, arrivata come un fulmine a ciel sereno al personale di Terme spa nel pomeriggio di martedì 20 luglio sono legate ancora una volta all’epidemia di Covid-19. O almeno questa è la giustificazione ufficiale fornita da Terme spa.

“Siamo spiacenti di comunicare – si legge in nella nota di Terme spa – che a causa di una molto probabile, e già in atto, recrudescenza della pandemia e delle restrizioni che verranno, molto probabilmente messe in atto per i viaggi fuori nazione o fuori regione con conseguente cancellazione delle (poche) prenotazioni dei clienti, la direzione ha dovuto prendere la decisione di posticipare, a data da destinarsi, l’apertura del Grand Hotel e anticipare al 30 ottobre la chiusura delle terme curative”. Segue un auspicio: “Confidiamo vivamente in una
ripresa più veloce possibile dell’attività lavorativa e in generale, delle nostre abitudini di vita oltre che in una ripresa dell’attività turistica”.

Giustificazioni che non convincono i lavoratori del comparto, tanto che potrebbe esserci una presa di posizione da parte dei sindacati. Nel frattempo, comunque, e per tutto agosto, settembre e ottobre, gli stabilimenti termali di via XX settembre continueranno a funzionare e si potranno effettuare tutte le cure, dai bagni in piscina ai fanghi, passando per le inalazioni e i massaggi. Si potrà fare anche riabilitazione e tutte le terapie connesse compresa la magnetoterapia. Si potranno effettuare prenotazioni con il servizio sanitario nazionale oppure privatamente. Non sarà possibile invece, proprio per evitare rischi, effettuare le nebulizzazioni. Le cure si potranno effettuare al mattino, dal lunedì al sabato. Ogni trattamento è effettuato da personale vaccinato.

21 Luglio 2021
Il sindaco di Caramanico: “Le Terme devono riaprire”

“Le Terme devono riaprire”. L’appello è di Luigi De Acetis, sindaco di Caramanico Terme, Comune associato ANCOT della provincia di Pescara.

Il primo cittadino, insieme al Presidente del consiglio regionale dell’Abruzzo Lorenzo Sospiried e al capogruppo di Fratelli d’Italia Guerino Testa, continua la sua battaglia per giungere alla riapertura dello stabilimento termale di Caramanico, dove le cure termali sono una rinomata tradizione sin dal 1576. La perdurante chiusura dello stabilimento desta sconcerto. Per la struttura, infatti, era stata fissata come data di riapertura quella del primo luglio, poi disattesa.

Per legge lo stabilimento deve rimanere apertalmeno tre mesi e il persistere dell’inattività sposterebbe le erogazioni delle prestazioni a tempi poco idonei. “Troppi cittadini si ritrovano obbligati a rivolgersi a stabilimenti posti fuori regionelamenta De Acetis – e la mancata riapertura produce gravi danni all’economia turistica montana del comprensorio, costringendo la Regione ad erogare contributi ad altre regioni alle quali gli abruzzesi sono costretti a rivolgersi per le prestazioni sanitarie inserite nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea)”.

Destinatario degli strali del sindaco è l’amministratore delegato dello stabilimento termale Franco Masci, sollecitato a “presentare la necessaria documentazione, alla Asl di Pescara che prevede, in primis, la regolarità contabile degli stipendi” per gli oltre 100 lavoratori stagionali oltre a quelli contrattualizzati a tempo indeterminato che devono ancora percepire 8 mensilità del 2019. Condizione essenziale per evitare che venga meno la possibilità di percepire le risorse a cui lo stabilimento ha diritto come ristori Covid ammontanti a circa 800 mila euro, tra l’altro garantiti dalla stessa Regione.

Ad oggi, nessuna documentazione è pervenuta in Regione, nonostante la Asl abbia addirittura offerto la disponibilità a svolgere un’attività di supporto. “È il momento che Masci dia risposte chiare circa la sua reale volontà di riaprire lo stabilimento – incalza De Acetis – a cominciare dalla consegna dei succitati documenti, con il fine di non aggravare ulteriormente la condizione economica dell’azienda e quella dei lavoratori oggi senza occupazione”.

14 Luglio 2021
Fangoterapia: i benefici di un sapere ancestrale

La fangoterapia è una pratica antica e dagli effetti quasi miracolosi. Ecco tutti i suoi innumerevoli e preziosi benefici per il corpo e per la mente.

Fra i tanti trattamenti a cui è possibile accedere negli stabilimenti termali, la fangoterapia è sicuramente una delle più importanti. Ma ancora oggi pochi sanno che, dietro una procedura apparentemente banale come “fare i fanghi” si cela in realtà una somma di esperienze, saperi ancestrali e conoscenze acquisite tale da rappresentare un patrimonio culturale in e per . Sin dall’antichità, infatti, l’uomo ha imparato, osservando la natura, che mischiando argilla e acqua da sorgenti termali o dal fondo di mari, laghi e fiumi è possibile ottenere dei trattamenti benefici, che in presenza di determinati fattori diventano vere proprie cure. La fangoterapia permette di ottenere miscele capaci di disinfiammare le articolazioni, distendere i muscoli, smorzare i dolori e rigenerare gli epiteli. Molte, nel tempo, sono state addirittura brevettate.

Attenzione però: solo il fango doc, quello preparato negli stabilimenti termali, da personale qualificato, rispetta specifici requisiti: è costituito da una parte solida, argille o torbe, amalgamata con acqua termale, da quella sulfurea alla salsobromoiodica e da una componente biologica “viva” di microrganismi, alghe e batteri, che proliferano nel lungo processo di maturazione. Sono loro a fare da principio attivo. Il fango maturo contiene al suo interno sostanze prodotte da questi microrganismi come fosfolipidi, acidi grassi, steroidi di origine vegetale, vitamine. Conserva anche le proprietà dell’acqua termale, con ioni come zolfo, bromo o iodio che si trasferiscono alla pelle a contatto col fango. Inoltre, è sempre necessario far maturare per sei mesi il fango in apposite vasche per consentire la cosiddetta transmineralizzazione. In Italia sono pochi i centri con fanghi naturali a maturazione secolare. Di solito, si preparano fanghi artificiali, facendo scorrere acqua a 40-50 gradi su argille selezionate e lasciandoli maturare fino a un anno prima di utilizzarli, permettendo loro di assumere le proprietà di fanghi terapeutici.

Tutti i vantaggi (e qualche piccola eccezione) della fangoterapia

Il fango terapeutico svolge un’azione antidolorifica e miorilassante: spalmato sulla schiena dolorante o un ginocchio artrosico, il fango termale scalda come una borsa dell’acqua calda ma la sua azione è più intensa e duratura. L’impacco di argilla e acqua mantiene una temperatura fra 40 e 50 gradi. L’alta temperatura è direttamente responsabile anche di un benessere generale perché provoca un’attivazione neuroormonale che libera nel sangue peptidi oppioidi, come le endorfine, che attenuano il dolore e con un effetto che si protrae anche per settimane dopo laterapia. È importante aggiungere che il fango, tra i suoi innumerevoli benefici, fa bene a ossa, muscoli e articolazioni. Cura artrosi, osteoartrosi, dolori alla cervicale, tendiniti e lombalgie. In caso di infiammazioni acute, come il classico colpo della strega, può essere utilizzato il fango a freddo con buona efficacia antinfiammatoria locale. Alcune evidenze cliniche confermano che quelli caldi, le cui proprietà penetrano più in profondità, stimolano anche la rigenerazione ossea. Il fango inoltre rigenera l’epidermide e le mucose.

Eppure la fangoterapia non è per tutti. Questo procedimento sottopone, infatti, l’organismo a uno stimolo più intenso rispetto ad altre cure termali e pertanto va eseguita solo in casi di malattia reumatica o infiammazione non acuta, ed è sconsigliata a chi soffre di disturbi cardiocircolatori, perché abbassa la pressione e mette cuore e polmoni sotto sforzo. Non vi sono però limiti di età. Possono farla anche i bambini. Alle donne, invece, la si sconsiglia nei primi tre giorni del ciclo mestruale e in gravidanza, in quanto il fango non va mai applicato direttamente sulla pancia.

Diffidate delle imitazioni!

In genere, un ciclo di cure dura 12 giorni, con riposo a metà ciclo (il settimo giorno), e può essere fatto in convenzione con il Servizio sanitario nazionale con la semplice richiesta del proprio medico di famiglia. Va detto che in commercio sono disponibili molti prodotti che richiamano le proprietà dei fanghi, come maschere purificanti, fanghi anticellulite, etc: si tratta però di prodotti ricostituiti, in cui l’acqua termale è evaporata e manca la parte “viva” di microrganismi. Per questo non vanno confusi coi fanghi curativi che si trovano solo nei centri termali e che possono essere applicati esclusivamente da personale qualificato.

12 Luglio 2021
Alì Terme: dopo la bandiera blu il termalismo si mette in rete

L’ambita Bandiera Blu sventola, per il secondo anno consecutivo, sul lungomare di Alì Terme, segno di ripartenza e unione per il futuro del termalismo.

Per il secondo anno consecutivo – l’ambita Bandiera Blu sventola orgogliosa sul lungomare di Alì Terme,
Sicilia. La solenne consegna della bandiera nelle mani del sindaco Carlo Giaquinta, è avvenuta nella giornata
dell’1 luglio, ad opera del presidente della FEE (Foundation for Environmental Education) Italia, Claudio
Mazza. La bandiera ora sventola sul lungomare aliese, aggiungendo un’altra eccellenza alla splendida
località termale siciliana. Alì Terme è dal 1994 associata all’ANCOT, e l’Associazione non ha voluto
mancare a questo importante appuntamento, rappresentata dalla presidente Franca Roso giunta ad Alì
Terme direttamente dal Piemonte.

La bandiera blu è stata innalzata nel corso di una cerimonia in cui è stata evidenziata l’importanza del
prezioso riconoscimento per l’incremento dei flussi turistici, nell’ottica di una crescita economica e di un
benessere sociale in grado di durare nel tempo e che, come ha ben sintetizzato nel suo discorso Agata Di
Blasi, assessore del Comune di Alì Terme e vicepresidente Ancot, hanno nel termalismo e nel Limone
interdonato Igp – eccellenza agroalimentare del territorio – le loro attrattive di punta.

Un concetto ribadito anche nell’intervento della presidente Ancot Franca Roso, la quale ha sottolineato come
l’acqua termale rappresenti un indiscutibile valore aggiunto per quei Comuni che la possiedono: un valore
che occorre saper coniugare con le altre peculiarità del territorio e con il patrimonio storico-culturale per
dare vita a pacchetti turistici innovativi che possano consentire di aggregare flussi di turismo integrato.
In questa direzione, si muove l’interessante progetto che Regione Sicilia e Ancot porteranno avanti in
sinergia e che punta a dare vita a una rete delle città termali siciliane, ideata per stimolare e coordinare il
dialogo fra questi centri e gli assessori regionali competenti.

Per stringere le necessarie intese e consentire l’avvio del progetto, nel prossimo mese di settembre la
presidente Franca Roso, il sindaco di Alì Terme Carlo Giaquinta e l’assessore e vicepresidente Ancot Agata
Di Blasi incontreranno la giunta Regionale Siciliana. L’auspicio comune è una rapida e proficua intesa che
possa dare una nuova dimensione a tutto il comparto del termalismo siciliano e magari aprire la strada ad
analoghe intese in altre regioni d’Italia.

7 Luglio 2021
CONVEGNO FEDERAZIONE MONDIALE DEL TERMALISMO

Nel corso di un convegno organizzato dalla Federazione Mondiale del Termalismo  avente come tema centrale la ripartenza del settore termale in seguito alla grave pandemia del Covid-19, sono emerse alcune interessanti proposte e linee guida utili ad affrontare le gravissime problematiche che sono venute a crearsi.

L’emergenza sanitaria ha evidenziato la necessità di disporre di un’adeguata rete di protezione socio-sanitaria in grado di permettere un efficace dialogo tra servizi sanitari e servizi territoriali. Un’adeguata integrazione tra risposta clinica e sanità pubblica sembra essere la politica più efficace nell’affronto dell’emergenza.
Il professor Stefano Masiero, direttore della Scuola di Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Padova, ha avanzato proposte terapeutiche innovative nel settore per il trattamento dei pazienti guariti, che possono presentare gravi sequele patologiche, proponendo anche la formula assistenziale dei “medical hotel”, strutture alberghiere dotate di assistenza medica specifica che propongono offerte di percorsi diagnostici, terapeutici e riabilitativi. Le terme sono strutture che erogano servizi sanitari ai quali possono accompagnarsi anche servizi e attività che ricadono nel comparto dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali. Spesso, tuttavia, ha detto il professor Masiero, le strutture termali sono ancora lontane dall’essere percepite quali componenti a pieno titolo dei sistemi socio-sanitari nazionali. Negli ultimi anni le terme si sono forse troppo preoccupate di promuovere prevalentemente un’immagine turistico- ludica a scapito di quella sanitaria, che rimane invece il core delle terme. Il turismo costituisce un fattore importante integrativo dell’offerta termale ma non è quello prioritario. E’ quindi probabile che questa percezione abbia finito per rendere l’offerta termale marginale rispetto alla domanda di salute. L’attuale pandemia si rivela quindi un’occasione per ripensare e ridisegnare il futuro del termalismo. L’offerta terapeutica, la tutela della salute e la promozione di stili di vita che le terme possono proporre si inseriscono a pieno titolo nel moderno concetto di “one healt” definito anche come salute circolare: essere parte di un solo sistema in cui la salute è strettamente interdipendente da quella  degli altri.
Nel corso del convegno sono stati evidenziati i passi del cammino che le terme devono compiere per arrivare ad un profondo processo di autoanalisi critica, costruttiva e propositiva. Vale a dire:
1) Evidenziare con energia la loro vocazione sanitaria, anche sottoponendo a seria revisione la recente evoluzione.
2) Analizzare al loro interno la specifica offerta terapeutica
3) Sviluppare una seria politica di azioni e di interventi in collaborazione con i medici di medicina generale e le farmacie territoriali
4) Avvalersi delle moderne tecnologie digitali, telemedicina compresa
5) Offrire ai sistemi socio-sanitari la propria expertise in un sistema di programmazione e di prevenzione coordinata.
6) Rafforzare la ricerca scientifica
7) Rivedere radicalmente gli aspetti strutturali organizzativi in funzione delle nuove realtà socio-ambientali e della nuova domanda di salute.
8) Superare il particolarismo locale e nazionale dell’approccio, pur considerando la specificità di tradizione, di ambiente, di cultura e di normative di ciascuna struttura termale.
Alla luce di queste proposte, le terme dovrebbero diventare cluster della salute: tendere cioè ad un coordinamento in funzione di una capacità di creare risposte sistematiche e non estemporanee.
24 Novembre 2020
ANCOT: Proposta di progetto per lo sviluppo e alla promozione Comuni Termali

Prorogato a tutto il 28 febbraio il termine per inviare la manifestazione d’interesse
MANIFESTAZIONE DI INTERESSE

Proposta di progetto per l’avvio di un’azione a regia A.N.Co.T, finalizzata allo sviluppo e alla promozione dei Comuni termali

A.N.Co.T. sostiene e organizza la costruzione di un progetto di livello nazionale volto allo sviluppo dei Comuni termali italiani, attraverso il MIGLIORAMENTO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI SERVIZI DI NATURA PUBBLICA A SUPPORTO DEL TURISMO TERMALE.

Il progetto si affianca all’iniziativa, anch’essa di livello nazionale, promossa da Federterme e Confindustria per la riqualificazione dell’offerta (stabilimenti e ricettività connessa) da parte degli operatori termali, attualmente in fase di candidatura presso il Ministero dello Sviluppo Economico e Invitalia, sullo strumento dell’Accordo di Sviluppo (art. 9 bis del D.M. 9 dicembre 2014)

Il progetto proposto da A.N.Co.T. prevede la predisposizione di dossier tecnico-descrittivi di rappresentazione delle necessità e delle ipotesi di investimento dei Comuni coinvolti, per la loro presentazione alle autorità regionali e nazionali competenti, ai fini dell’attivazione di specifici percorsi di finanza di progetto, di tipo negoziato o a valere su strumenti finanziari disponibili nella programmazione vigente.

A.N.Co.T. ha deciso di prorogare a tutto il 28 febbraio 2019 il termine per inviare la manifestazione d’interesse che segnala l’intenzione dell’Ente di partecipare al progetto, a fronte dell’alto numero di manifestazioni già raccolte.

In allegato il Modello Manifstazione d’interessi e i dettagli del progetto.

Files allegati:
Adesione-non-vincolante-ANCOT.doc

20 Febbraio 2019
NUOVI BENEFICI FISCALI PER IL SETTORE TERMALE. Art bonus, tax credit valido anche per le terme

“Nuovi benefici fiscali per il settore termale.
Art bonus, tax credit valido anche per le terme”

Roma 19 dicembre 2017 – La Commissione Bilancio della Camera ha approvato l’emendamento dei deputati Edoardo Fanucci e Vanessa Camani che ha incluso le strutture termali tra i beneficiari del tax credit, che il decreto sull’Art bonus aveva inizialmente previsto per la riqualificazione solo delle strutture alberghiere.
Gli stabilimenti termali potranno beneficiare di una detrazione fiscale pari al 65%, fino ad un massimo di 200 mila euro, anche per la realizzazione di piscine termali e per l’acquisizione di attrezzature e apparecchiature necessarie per lo svolgimento di attività termali.
Con questo intervento le imprese termali potranno utilizzare un importante incentivo fiscale per riqualificare le proprie strutture alberghiere, gli stabilimenti e le attrezzature strumentali alle prestazioni termali, potendo così contare su uno strumento in più per poter competere in maniera vincente sui nuovi mercati. Si tratta di un fondamentale segnale di attenzione di Governo e Parlamento nei confronti di un settore strategico per il turismo italiano.
Il Presidente di ANCOT Franca Roso esprime soddisfazione per questo importante traguardo, ricordando come ANCOT in occasione degli incontri avuti nei mesi scorsi con i rappresentanti istituzionali ed in audizione della X Commissione presso la Camera dei Deputati abbia sottolineato e ribadito “la necessità di porre attenzione delle ricadute sui territori e quanto sia importante la collaborazione degli Enti territoriali e locali – che trovano in ANCOT l’associazione rappresentativa – anche in virtù del protocollo d’intesa sottoscritto nel mese di ottobre con Federterme, per rilanciare e salvaguardare tutto il settore termale a lavorare in sinergia con le Istituzioni e tutti coloro che, a vario titolo, si occupano del settore termale”.
Le terme, oltre che presidi sanitari, rappresentano anche un importante segmento dell’offerta turistica di qualità diffuse su moltissimi territori (180 Comuni con stabilimenti termali e oltre 300 stabilimenti, con circa 360mila posti letto).

Files allegati:
Comunicato stampa tax credit terme 21.12.2017.pdf

21 Dicembre 2017
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